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Vitalie e Damiano al Sellaronda

Un’avventura complessa diventa possibile se in partenza, mentalmente, sei capace di frantumare la condizione dell’impossibilità”. Lo dice Damiano Cabassi che racconta (Con le foto di Lorenzo Franzi) la sua avventura no limits affrontata una settimana fa: il Sella Ronda, il giro dei 4 passi!

“Sono tornato sabato a casa dal Passo Sella Ronda e già sento la sua mancanza! Dovevo metabolizzare le emozioni prima di riportare pubblicamente subito qualcosa; si sono fatti in tutto 26 km di piste innevate, 26 km di libertà in mezzo alle Dolomiti.

Un’avventura iniziata venerdì 18 marzo con Giacomo, Matteo, Paolo, Paolo, Stefano, Andrea, Lorenzo e Alice nel parcheggio della AGYM (la palestra accessibile) di Reggio Emilia.

Oltre alla bellissima esperienza, incorniciata da orizzonti mozzafiato, tutto il contesto in sé era progettato per capire se i disabili montanari possono sciare e la risposta è affermativa: sì, possiamo sciare sulle Dolomiti con alcune piccole attenzioni, che alcuni rifugi devono avere.

Grazie al G.a.s.t (Giochiamo Anche Se Triboliamo) sono riuscito a fare questa bellissima esperienza, dove non riuscivo a dir di no per un mio spirito Scout avventuriero.

Raggiunto l’hotel Alpin House, sistemati nelle camere dopo il viaggio, ritoccati gli scii per il grande giorno siamo usciti per raggiungere un pub e scoccate le 11.00, siamo andati a letto.

La sveglia è squillata nel primo mattino, una volta fatte le valigie e vestiti per la grande avventura, siamo partiti per il Sella Ronda. Eravamo agitati all’ennesima potenza perché stavamo facendo qualcosa di mai fatto prima!

Un grazie particolare va a tutto il gruppo, al presidente, vicepresidente di G.a.s.t. soci di G.a.s.t., Vitalie e me per aver formato una squadra, che nonostante qualche barriera, montaggio/smontaggio ruote al Dual Ski, si è imposta per raggiungere questo speciale obiettivo.

Arrivati al parcheggio siamo saliti sul gatto delle nevi per raggiungere il rifugio Salei e da lì abbiamo iniziato il percorso toccando le 4 valli. Resta il ricordo? Sì, un ricordo che durerà per sempre”. (Damiano Cabassi)

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